Analisi di Borsa settimana 17/21 maggio e Previsioni

Dopo una lunga settimana, con momenti da cardiopalma, l’indice FTSE MIB ha concluso la sua erratica corsa a 19.536 punti, solo l’1,2% in meno del venerdì precedente. Ci possiamo stare. I momenti drammatici hanno avuto una causa ben individuabile nelle esternazioni inutili quanto dannose della cancelliera Merkel che: prima ha detto che la situazione dell’euro è molto preoccupante, poi ha proibito le vendite allo scoperto su alcuni stumenti fianziari (nonostante il parere contrario della Consob tedesca), poi ha ventilato una tassa sulle transazioni finanziarie facendo, da sola, evaporare 150 miliardi di capitalizzazione borsistica in un solo giorno, in pratica quanto avrebbe incassato in 100 anni di applicazione dell’ipotizzata tassa. In tre mosse ha dato scacco matto al mercato finanziario dell’intera Europa e non solo, complimenti. Questo succede quando si parla non per il bene dell’Europa ma solo per far sentire ai propri elettori quello che vogliono sentire. Chi si comporta in questo modo può definirsi un capo di partito ma non uno statista.
Riguardo la riforma dei mercati finanziari mi chiedo: invece di parlare senza alcun coordinamento fra i membri della UE non sarebbe meglio aspettare il testo della riforma finanziaria che sta per essere varata negli Stati Uniti? In fondo mancano solo pochi giorni o al massimo qualche settimana per il suo varo e un’armonizzazione tra la riforma Americana e quella Europea è indispensabile.
Giovedì è stato approvato il testo al Senato, in alcuni passi difforme da quello già approvato alla Camera, ora inizierà un periodo di rimbalzo tra i due organi fino alla definitiva approvazione. Aspettiamo e, soprattutto, taciamo. Se c’è una cosa di cui siamo sicuri che possa far male alle borse è il protagonismo verbale.
Intanto in Europa gli stati membri si danno da fare per ridurre o almeno contenere il proprio debito. Da noi, fortunatamente, abbiamo chi è in grado di fare la moltiplicazione dei “pani e dei pesci” quindi non abbiamo alcun problema. Ben 27 miliardi di euro compariranno senza che alcuno subisca danno e lo slogan “non metteremo le mani in tasca agli italiani” ricompare con urticante assiduità. Forse però sarebbe meglio dire “non metteremo soldi in tasca agli italiani”, sarebbe più vero e meno urticante. Ma non precorriamo i tempi, il Presidente del Consiglio ci ha già dato del “disfattisti”, attendiamo fiduciosi e prepariamoci alla radiografia, vedremo chi ha ragione.
Ad onor del vero qualcosa di buono si incomincia a sentire. Mi riferisco alla riduzione degli stipendi ai parlamentari e, soprattutto, ai manager di Stato. A quando anche una riduzione agli stipendi dei conduttori televisivi? Il compagno Santoro che guadagna 700.000 euro lordi l’anno non si può sentire; non è anche lui un impiegato statale,visto che viene pagato con il canone Rai?

In attesa diamo uno sguardo alla situazione grafica. L’indice continua a muoversi all’interno di un canale ribassista che, per effetto della forte volatilità ha un andamento fortemente strombato. Finchè si muove in questo range le speranze di un rimbalzo, anche fin verso i 23.000, rimangono in vita ma permane anche la possibilità di un doppio minimo a 18.846 punti o anche un allungo fino a toccare la linea inferiore a 18.500. A mio avviso tutto è legato alla promulgazione della riforma della finanza che si sta preparando negli Stati Uniti e in che modo sarà accolta dal sistema bancario. E’ un atto talmente importante che lo ritengo, attualmente, superiore anche alla preoccupazione sul debito della Grecia. Un riordino in materia finanziaria è doveroso ma la gradualità è d’obbligo. Se avrà l’obiettivo del “tutto e subito” la riforma massacrerà le Borse di tutto il mondo, se sarà l’inizio di un percorso spalmato nel tempo avrà l’effetto “certezza” e potrà spingere le Borse a vistosi recuperi. Speriamo che l’Europa non ci metta del suo a rovinare la festa.


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