Analisi di Borsa settimana 26/30 aprile e Previsioni

Settimana molto pesante quella appena trascorsa con momenti addirittura drammatici. Mi riferisco alla raffica di downgrade che le agenzie di rating hanno divulgato tra lunedì e mercoledì e che hanno diffuso il panico nelle Borse. La sindrome da contagio della crisi greca ormai era assodata e solo le rassicurazioni della sig.ra Merkel, forse convinta proprio dal comportamento delle borse, sulla partecipazione della Germania nel pacchetto di aiuti, ha ridato un po’ di serenità. Ma seri danni ormai erano stati fatti.
Che si sia trattatto di “panic selling” non c’è dubbio. il problema greco aveva, fino ad allora, colpito solo i titoli bancari, da lunedì invece ha trascinato al ribasso tutti i titoli, anche quelli che con la crisi greca non hanno nulla a che vedere e la borsa italiana, tanto per cambiare, ha fatto peggio delle altre.
E’ notizia di oggi (domenica) che la UE e il governo greco si sono accordati per un prestito di 120 Mld in tre anni. Che un accordo si trovi di domenica la dice lunga sulla gravità della situazione e sui timori di un ulteriore aggravamento dei mercati. Servirà a riportare il sereno sulle borse? Auguriamocelo perché siamo sull’orlo del precipizio anzi, abbiamo già messo un piede oltre.
Graficamente la situazione è molto chiara. Parto dal grafico a 5 anni settimanale, quello che aveva pronosticato la caduta di inizio anno e la violenta risalita partita da fine febbraio. L’indice ha perforato all’ingiù la media mobile a 50 settimane, che corre a 21.832 punti, di oltre 300 punti (21.562). Un’ulteriore caduta aprirebbe la strada al raggiungimento del minimo relativo a 20.818 e oltre ma, soprattutto, invertirebbe il trend di lungo termine aprendo scenari drammatici che ho già fantasiosamente descritto nel post “Analisi e Previsioni settimanali di Borsa 1/5 febbraio 2010” . In quel post facevo vedere la somiglianza grafica tra l’andamento dell’indice nell’ultimo anno e quello del 1929. Sembrava un’elucubrazione, una mera dissertazione di fantafinanza e invece è tornato di preoccupante attualità. Tutto questo per sottolineare la posta in gioco. I nostri governanti debbono capire che un default della Grecia, con il suo contagio, avrebbe un effetto devastante 100 volte i mutui subprime e 1000 volte l’Argentina ed aprirebbe il varco ad un era che potremmo definire la Nuova Grande Depressione.
Ma per ora godiamoci l’accordo raggiunto oggi e pensiamo positivo.
Il grafico del FTSE MIB a 7 mesi ci fa vedere come l’indice abbia raggiunto, e anche parzialmente superato, la retta inclinata a 15° che parte dal minimo a 20.818 punti del 25 febbraio, concludendo di fatto la figura testa e spalla ribassista. Ora è tutto pronto, o quasi, per ripartire al rialzo. Potrebbe stazionare per breve tempo intorno ai 21.000 punti ma si può già iniziare a pensare di entrare con mano leggera.

Il Dj, dal canto suo, non è rimasto immune dal sospetto di contagio della crisi greca, a conferma del timore, se ce ne fosse bisogno, che possa diffondersi al mondo intero. Pur non essendo più una retta è tuttavia ancora ben impostato all’interno del canale rialzista in cui si trova. Non deve spurgare grandi eccessi, tuttavia la tenuta della parallela inferiore è cruciale. Non dovrebbero esserci problemi (Goldman Sachs, marea nera, legge sulle banche, crisi greca, attentati, permettendo).


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