Analisi di Borsa settimana 31 maggio/4 giugno e Previsioni

Ottava come da copione quella appena conclusa con un velleitario allungo nella giornata di giovedì fino a 19.472, che aveva fatto sperare nella possibilità di una perforazione definitiva della trendline discendente (linea verde), prontamente rimangiato in chiusura di settimana con una caduta di 739 punti e soprattutto con il rientro nel triangolo segnalato la scorsa settimana.
Cosa ha fatto crollare del 3,79% l’indice? La notizia che l’Ungheria, un paese oltretutto non-euro, versa in difficoltà non dissimili alla Grecia. A dirlo è stata la nuova coalizione che ha vinto le elezioni in Ungheria e che, come di consueto, accusa la coalizione precedente di avergli lasciato una pesante eredità debitoria. Sono dichiarazioni normali nel teatrino della politica che non hanno mai fatto male a nessuno ma hanno altresì spianato la strada, ai nuovi governanti, a nuove tasse. In questo momento però anche un tradizionale rito come questo, inutile e tutto da dimostrare, ha generato il finimondo. Le banche (sempre loro) sono crollate, nel timore che abbiano chissà quale esposizione in titoli di stato ungheresi, trascinandosi dietro tutto il listino in virtù di quella catena alimentare che, magari al terzo o quarto livello, coinvolge anche titoli che con l’Ungheria non hanno e non avranno mai niente a che fare. Ma tant’è. La sindrome da contagio imperversa e fa danni a tutti i livelli. C’è da chiedersi quando finirà questa sindrome e, in particolare, come finirà. Dobbiamo aspettarci nei prossimi giorni brutte e influenti notizie anche dall’Erzegovina, il Kossovo o l’Uzbekistan?

Nel quadro apocalittico in cui siamo immersi arriva tuttavia una piccola, esile, impercettibile notizia che, in questi tempi aridi, è come la rugiada sull’erba mattutina. Un piccolo trafiletto nascosto e quasi invisibile a occhio nudo ci rivela che “I ministri del G20, riuniti a Busan, dicono 'no' a una tassa sulle banche, che devono pero' dare un contributo ai piani di salvataggio”. Beh…io intanto mi accontento. Visto che il disastro delle Borse parte sempre da loro la notizia di un “no” ad una tassa sulle banche dovrebbe giovare a loro e, indirettamente, a tutti i listini. Quanto poi al “contributo ai piani di salvataggio” è una dizione talmente fumosa e generica che dà l’impressione di essere più una speranza che un fatto reale. Chissà che la rugiada mattutina non si trasformi in un fiume che dia ristoro al terreno bruciato dai ribassi.

Graficamente l’indice si trova ancora dentro l’angolo formato dalla linea verde che collega i massimi relativi succeduti da metà aprile ad oggi e la pseudo parallela inferiore del canale ribassista in cui si muove da ottobre 09. Potrebbe ritestare il minimo a 18.382 toccato il 25 maggio, potrebbe anche spingersi fino a raggiungere il minimo relativo a 17.836 toccato il 10 luglio 09 (grafico a 2 anni) ma se rompesse anche questo supporto avrebbe campo aperto fino al minimo assoluto degli ultimi 12 anni a 12.621 del 9 marzo 09. E, se questo avvenisse….si salvi chi può!

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