Il consiglio di amministrazione di Cementir Holding , presieduto da Francesco Caltagirone Jr, ha approvato i risultati 2009 che registrano un utile netto di gruppo in calo a 29,8 mln di euro contro i 65,3 mln del 2008. In calo anche i ricavi a 822,5 milioni di euro (1.092,2 milioni nel 2008) e il margine operativo lordo che scende a 135,5 milioni di euro contro i 209,2 milioni di euro del 2008). Il cda propone un dividendo di 0,06 euro per azione (0,08 l'anno precedente).
Dividendo House Building a 0,03 €
Il Cda ha House Building ha approvato il progetto di bilancio consolidato per l'esercizio 2009, che ha evidenziato un utile netto consolidato di 1,6 milioni, rispetto ai -5,1 milioni del 2008.
In sede di assemblea verrà proposta la distribuzione di un dividendo di 0,03 euro per azione (stacco e pagamento 25 e 28 maggio 2010).
In sede di assemblea verrà proposta la distribuzione di un dividendo di 0,03 euro per azione (stacco e pagamento 25 e 28 maggio 2010).
Dividendo Benetton in calo a 0,23 €
I conti di Benetton approvati dal cda mostrano un utile netto a 122 milioni rispetto ai 155 milioni del precedente esercizio e il cda ha deliberato la distribuzione di un dividendo di 0,23 euro per azione rispetto a 0,28 euro dell'anno scorso.
Dividendo ENEL a 0,25 € (0,1 già distribuito)
Enel ha riportato un utile netto del quarto trimestre 2009 di 684 mln eu, inferiore ai 780 milioni stimati. Ebitda e debiti erano già stati comunicati, rispettivamente a 3,56 miliardi e 50,9 miliardi. Il dividendo 2009 proposto è di 0,25 euro per azione, comprensivo dell'anticipo di 10 cents distribuito a novembre.
Dividendo Generali a 0,35 €
Generali chiude il 2009 con una raccolta netta vita quasi raddoppiata a 16,1 miliardi di euro, a fronte di premi Vita per 48,9 miliardi (+9,5%) e un’Ape (nuova produzione) di 5,2 miliardi (+3,8%), mentre i premi Danni sono stabili a 21,6 miliardi. In peggioramento il Combined Ratio dei Danni che sale al 98,3% dal 96,4% anche a causa di un 1,9% “di aumento sinistralità per eventi catastrofali” e dell’andamento del ramo Auto.
Il dividendo unitario proposto per l’esercizio 2009 è interamente in contanti di euro 0,35 per azione, più che raddoppiato rispetto alla componente in contanti del dividendo distribuita per l’esercizio 2008 (0,15 euro, a cui si era aggiunta l’assegnazione gratuita di 1 azione ogni 25). Stacco cedola a partire dal 24 maggio.
Il dividendo unitario proposto per l’esercizio 2009 è interamente in contanti di euro 0,35 per azione, più che raddoppiato rispetto alla componente in contanti del dividendo distribuita per l’esercizio 2008 (0,15 euro, a cui si era aggiunta l’assegnazione gratuita di 1 azione ogni 25). Stacco cedola a partire dal 24 maggio.
Cosa sono i Fondi Immobiliari?
Nel corso di questi ultimi anni il settore del risparmio gestito ha subito un processo di profonda trasformazione che ha permesso agli operatori di offrire alla propria clientela prodotti e servizi sempre più innovativi in grado di soddisfare la domanda crescente di nuovi prodotti finanziari. Nascono così i fondi comuni di investimento immobiliari che consentono di trasformare investimenti immobiliari, che per loro natura richiedono tempi più lunghi degli investimenti di tipo mobiliare, in quote di attività finanziarie che consentono di generare liquidità senza che l’investitore debba acquisire direttamente un immobile. Presente in Italia dal 1998 questa tipologia di fondi, data la propria capacità di conservare valore attraverso il passare del tempo, rappresenta un interessante alternativa agli investimenti di tipo tradizionale, soprattutto in quelle fasi di mercato in cui la riduzione progressiva dei tassi di interesse rende attraente investire in immobili.
Cosa sono
I fondi immobiliari investono il patrimonio in misura non inferiore ai due terzi in beni immobili, diritti reali immobiliari e partecipazioni in società immobiliari. Sono chiusi, ovvero prevedono un diritto al rimborso della quota sottoscritta solo ad una certa scadenza. Con il dl n. 351 del 2001 e il dm n. 47 del 2003 è poi stata introdotta la possibilità di emissioni successive di quote e di rimborsi anticipati per aumentare la liquidabilità del fondo. I fondi immobiliari sono classificati in base ai soggetti ai quali si rivolgono (retail o investitori qualificati), alle modalità di acquisizione degli immobili (apporto, non ad apporto) e alla politica di distribuzione dei dividendi (a distribuzione o ad accumulazione). La durata minima prevista da queste particolari tipologie di investimento finanziario è pari a 10 anni mentre la massima può raggiungere anche i 30. La data di scadenza segna anche il momento in cui il patrimonio verrà ripartito, e distribuito, come stabilito all’interno del prospetto informativo. Di solito poi viene anche previsto un obiettivo di rendimento che è poi distribuito attraverso dividendi di acconto.
Come funziona un fondo immobiliare
I fondi immobiliari nascono con una dotazione iniziale prestabilita di patrimonio, variabile per effetto delle normali variazioni di valore connesse all'apprezzamento/deprezzamento dei beni. Tale patrimonio viene suddiviso in un numero predeterminato di quote. La prima fase della nascita di un fondo immobiliare parte con la sua sottoscrizione. Obiettivo del fondo è infatti quello di raccogliere un determinato ammontare di denaro presso i suoi sottoscrittori (investitori), denaro che sarà poi utilizzato per la gestione del portafoglio. Le sottoscrizioni sono aperte fino al raggiungimento di tale ammontare, raggiunto il capitale necessario le sottoscrizioni vengono chiuse. Vi è poi una seconda fase, in cui, una volta che il denaro è stato raccolto, il fondo seleziona gli immobili da rilevare. Gli immobili vengono selezionati secondo le linee di gestione del fondo: alcuni fondi privilegiano immobili residenziali e ad uso uffici, altri immobili commerciali (centri e gallerie commerciali in particolare), altri ancora zone da edificare o complessi da ristrutturare. Le quote possono essere sottoscritte, entro i limiti della disponibilità del fondo, solo durante la fase di offerta ed il rimborso avviene di norma solo alla scadenza, resta invece possibile acquistarle o venderle in un mercato regolamentato nel caso siano ivi negoziate. La quotazione in un mercato regolamentato è prevista dalla legge e garantisce al capitale una maggiore liquidabilità. I partecipanti possono poi rientrare in possesso dei capitali investiti, maggiorati degli eventuali capital gain o penalizzati dal market discount, ovvero dalla differenza che esiste in un determinato momento tra il prezzo di mercato e il valore patrimoniale della quota.
Vantaggi e svantaggi
Il principale vantaggio legato a queste tiplogie di investimento è per il cliente quello di entrare in possesso di uno strumento di investimento nuovo rispetto a quelli tradizionali (fondi comuni, obbligazioni, polizze, azioni) di medio e lungo termine, legato ad un tipo di investimento (gli immobili) non coperto dagli altri strumenti o non legato ad altri indici o mercati. Lo svantaggio invece è legato al fatto che il fondo immobiliare è uno strumento di medio e lungo periodo, andrebbe quindi, almeno in teoria, acquistato in sede di emissione e conservato fino a scadenza. Nonostante poi molti fondi immobiliari siano quotati anche in borsa, e quindi è possibile negoziarli anche prima della loro scadenza, restano strumenti molto meno liquidi rispetto alle azioni e puo' essere più difficile trovare a breve tempo una controparte. Questo implica che spesso, come nell'acquisto-vendita di un immobile, ci si trovi a doversi accontentare di un valore inferiore a quello della propria quota.
Fonte: Borsa Italiana
Cosa sono I Fondi Total Return?
I fondi total return sono un particolare tipo di fondi finalizzato all’ottenimento di un rendimento costante indipendente dall’andamento dei mercati. Si tratta quindi di investimenti finalizzati a un obiettivo di rendimento e di rischio esplicito che è compito del gestore del fondo raggiungere. Per ottenere queste prestazioni i gestori del fondo utilizzano un’asset allocation dinamica e un rigoroso controllo del rischio.
Se l’obiettivo è infatti quello di superare le performance di forme di investimento risk free come quello in titoli di stato, il vantaggio dei fondi total return si riassume nell’accurata selezione e gestione del portafoglio e nel suo costante aggiornamento alle condizioni di mercato.
La stessa parola total return deriva infatti per differenza da relative return, ossia dal fatto che il rendimento dei fondi viene misurato solitamente in relazione a un benchmark, ossia a un indice di riferimento costituito. In poche parole mentre per i fondi tradizionali l’andamento dei mercati a cui appartengono i titoli che compongono il portafoglio del fondo rappresenta il punto di riferimento per valutare la performance del fondo, per i total return questo non avviene. Ciò è dovuto, almeno in teoria, al fatto che la gestione dinamica del portafoglio consente agli asset manager una maggiore libertà di intervento. Per esempio, nel caso in cui i mercati vadano in perdita, un fondo di questo tipo può realizzare delle vendite allo scoperto che gli consentono di guadagnare sulle perdite degli indici. In un caso del genere il fondo potrebbe continuare a guadagnare anche mentre il mercato scende, cosa impossibile per fondi di altra natura.
Ovviamente in quest’ottica la corretta gestione del rischio diventa un fattore fondamentale per la salvaguardia delle attività gestite dal fondo. D’altra parte lo scopo per cui sono nati i fondi total return è proprio, come si diceva, quello di consentire il raggiungimento di obiettivi specifici di rendimento periodico.
Cosa sono i Fondi comuni di investimento?
Un fondo comune è uno strumento di gestione collettiva: vengono raccolte le risorse finanziarie di diverse persone ed impiegate insieme sui mercati finanziari. In questo modo l’investitore, attraverso l’adesione a un fondo, affida i propri risparmi a uno o più professionisti della finanza, organizzati in una società di gestione. I money managers si occuperanno di ricercare il modo più redditizio per investire il patrimonio del fondo stesso scegliendo tra azioni, obbligazioni, liquidità e diversificando per aree geografiche, settori merceologici o capitalizzazione degli emittenti a seconda dei limiti operativi del fondo stesso. Il privato che sottoscrive le quote del fondo, anche con modesti capitali riesce a diversificare i propri investimenti: con un ammontare di denaro elevato, infatti, si riesce a distribuire le risorse su un numero molto maggiore di titoli di quanto potrebbero fare i singoli sottoscrittori. In tal modo si dovrebbe riuscire a ridurre il rischio sistematico.
I fondi possono essere distinti in fondi aperti e fondi chiusi. I primi possono essere sottoscritti in ogni momento, ed in ogni momento è possibile ottenere il rimborso totale o parziale del capitale conferito. A tale scopo solitamente i fondi mantengono costantemente una parte del patrimonio in liquidità: la cosa può peggiorare le performance dello strumento finanziario, ma almeno garantisce il rapido ed agevole disinvestimento delle quote. È possibile aderire ai fondi comuni aperti attraverso il collocamento da parte delle Società di Gestione stesse, delle Società di Intermediazione Mobiliare (tramite Promotori Finanziari) e degli Istituti di Credito.
I fondi chiusi, invece, hanno un patrimonio che è fissato e conferito all’atto della sua costituzione. Talvolta sono previste finestre temporali in cui è possibile effettuare nuovi investimento o chiedere il rimborso, ma solitamente tali possibilità sono abbastanza limitate e rare. Questi strumenti di investimento collettivi possono quindi essere sottoscritti solo in un certo lasso di tempo e la restituzione del capitale può essere richiesta solo alla scadenza del fondo o dopo un certo numero di anni. Al di fuori di questi periodi di tempo le quote di un fondo chiuso possono essere acquistate e vendute solo in Borsa. A fronte di una scarsa liquidabilità dell’investimento, i gestori in questo caso hanno la possibilità di pianificare impieghi più a lunga scadenza e non devono parcheggiare risorse in liquidità. In teoria, quindi, i fondi chiusi possono essere più redditizi.
Relativamente alla remunerazione dei sottoscrittori possiamo distinguere tra fondi ad accumulazione di proventi, che non distribuiscono i risultati di gestione agli investitori ma li reinvestono automaticamente nel fondo capitalizzandoli progressivamente e fondi a distribuzione di proventi, in cui cedole, dividendi e premi vengono versati direttamente ai risparmiatori.
I cosiddetti fondi a ombrello (umbrella fund) sono un gruppo di fondi fra loro complementari solitamente gestiti dalla medesima società. La particolarità principale sta nel fatto che l’investitore può più facilmente passare da un fondo all’altro, rapidamente e con spese limitate. Questo consente rotazioni settoriali o geografiche per meglio cogliere le varie opportunità dei mercati, ma anche il passaggio da un’asset class all’altra (ad esempio da fondi obbligazionari ad azionari).
Fonte: Borsa Italiana
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