Tassi Interni di Trasferimento e Metodo della contribuzione a flussi lordi: un efficace sistema per la misurazione della creazione di valore in Banca

Se fosse possibile strutturare l’impresa in modo che ciascuna divisione/filiale  non abbia rapporti con le altre verrebbe meno il maggior problema che comporta la misurazione dei risultati economici per Centro di Responsabilità. Ma se così fosse svanirebbero anche i vantaggi derivanti dalla decentralizzazione, ovvero la possibilità di trarre vantaggio dalla divisione del lavoro e delle risorse, usufruendo di un elevato grado di integrazione. Tale decisione deve però essere adeguatamente supportata da un efficiente ed efficace sistema di tassi interni di trasferimento (e da un sistema di Internal Transfer Price, cdd. ITP, per valorizzare i trasferimenti dei servizi), ossia un sistema interno alla banca che astrattamente valorizzi i trasferimenti di risorse finanziarie da un Centro di Responsabilità all’altro tramite l’intermediazione di un centro fittizio (la cdd. Tesoreria) articolato in tanti pool quanti sono i tassi a scadenza della curva di mercato.

Esempio: in tal caso la curva dei tassi (generalmente la IRS) è composta da 14 scadenze. Idelamente quindi questa banca dovrebbe lavorare con 14 pool di Tesoreria in cui verranno canalizzate tutte le operazioni che rientrano in questi intervalli temporali (determinando ad esempio se ho un operazione a 18 mesi se rientra più nel pol a 12 o quello a 24 mesi) . La matrice dei tassi è tanto più diversificata quanto più la banca vuole pressare l'effetto del mismatch e trasferirlo alla centro fittizio.  E' evidente come sia molto pratico per l'uomo di tesoreria prendere a riferimento i tassi di mercato per la determinazione dei TIT.
Ad esempio nell'operazione a 24 mesi il cost of funding è 5,6 conseguentemente lo spread che mi rimane è solo lo 0,4% che, moltiplicato per il capitale impiegato (115) determina la mia redditività.
Se ciò non avvenisse le filiali con un volume di raccolta superiore agli impieghi presenterebbero un risultato economico negativo; mentre le filiali prenditrici nette di fondi risulterebbero largamente redditizie. E' evidente quindi l’esigenza di attribuire un ricavo (ed un costo) figurativo ai fondi ceduti (o ricevuti da) altri centri.

Per la Tesoreria è possibile far ricorso sia ad unico tasso (per la raccolta e per gli impieghi, colonna gialla) sia un tasso doppio ma solitamente si ritiene più opportuno optare per il tasso unico; l’esistenza di un doppio tasso infatti crea un utile fittizio in capo alla tesoreria non giustificato da un effettivo valore aggiunto fornito, che peraltro comprime in maniera ingiustificata la redditività delle filiali. 

Nello specifico, il funzionamento del sistema dei Tassi interni di si basa sul cosiddetto Metodo della contribuzione a flussi lordi in base al quale nella determinazione del Margine di contribuzione della filiale concorrono non solo i flussi di interessi attivi e passivi  reali (realizzati con l'esterno) ma anche i figurativi che derivano dalla valorizzazione dei trasferimenti interni dei fondi tra le filiali stesse. In tal modo tutti i fondi raccolti vengono ceduti ad un pool di tesoreria (centro fittizio) che li remunera al Tasso Interno di Trasferimento (interesse attivo figurativo) e analogamente, tutti i fondi impiegati vengono attinti dallo stesso pool al medesimo TIT (interesse Passivo figurativo dato dal prodotto fra i fondi impiegati ed il TIT stesso). In tal modo la contribuzione della filiale alla redditività della banca non dipenderà tanto dal volume degli impieghi e della raccolta sul mercato, quanto dalla capacità dell’unità territoriale di realizzare un differenziale positivo (“spread”) tra il TIT ed il tasso di interesse negoziato sulla raccolta (o sull’impiego). Il TIT deve quindi essere definito in modo tale da orientare la filiale verso l’adozione di scelte ottimali per se stessa e per la banca nel suo complesso. In tal modo è possibile separare il risultato economico della filiale dal risultato economico della Tesoreria, evitando di far ricadere sulla prima eventuali efficienze-inefficienze della seconda.
Vantaggi del metodo della contribuzione a flussi lordi:
  • è possibile leggere il contributo economico assicurato da ciascuna forma tecnica (cosa che non sarebbe possibile con la tradizionale impostazione a flussi netti, che si limita a sommare algebricamente elementi positivi e negativi di reddito riducendo il conto economico di filiale esemplificato alle prime 3 colonne);
  • La raccolta non è più una materia prima, ma un vero e proprio prodotto finanziario indipendente da cui generano costi e ricavi;
  • Richiede informazioni di facile reperimento (volumi intermediati e TIT, generalmente coincidenti con i tassi di mercato per i motivi sopra indicati);
  • è possibile affrontare problematiche di marketing inerenti la convenienza ad agire sui mercati di raccolta o di impiego;
  • il risultato "quadra" con la contabilità.
Dott.ssa Valeria Ponis

    1 commento:

    giangio ha detto...

    Molto chiaro Grazie