- Banco Popolare permette di partire oggi con un mutuo a tasso variabile e bloccare il tasso fisso, che sarà applicato tra 24 mesi, con l'attuale Irs (oggi ai minimi storici).
- Fino al 31 luglio 2010 Poste Italiane propone i propri mutui a zero spese di perizia e di istruttoria.
- Banca Sella prevede un mutuo con rimborso di una sola parte di capitale, offrendo così il vantaggio di poter versare rate di basso importo. La durata massima è di 25 anni e il tasso è variabile. La commissione bancaria è di 0,50% dell'erogato.
- Banca Marche permette di pagare la prima rata fino a 12 mesi dall’erogazione del mutuo.
- Bhw propone un mutuo a 28 anni diviso in due tempi: nei primi 15 anni si parte con il tasso fisso e a scelta, dopo 5 o 10 anni, si può scegliere di passare o meno al tasso variabile, mentre negli ultimi 13 anni si torna al tasso fisso predeterminato e molto conveniente, 3,75%. Bhw finanzia fino al 100% del valore dell'immobile.
- Gli spread di Banca Etica sono molto bassi: partono da 1,05% per la durata di 10 anni, a 1,50% per la durata massima di 30 anni, sia per il tasso variabile parametrato all'euribor sia per quello indicizzato al tasso Bce, ma con la presenza del tasso “floor” (tasso minimo) fissato al 3,50%.
Finanzia fino al 100% del valore di perizia dell'immobile e la commissione di istruttoria è pari a 0,50% dell'importo del mutuo.
- Per quanto riguarda i prestiti personali segnaliamo Banca Santander, che applica un tasso (Tan) a partire da 6,90% fino a 84 mesi, senza spese di istruttoria. L'offerta è valida fino al 15 luglio 2010.
fonte: Euribor.it
Tassi di usura luglio/settembre 2010
La Banca d'Italia stabilisce trimestralmente in base alla legge n° 108 del 7 marzo 1996 i tassi massimi d'interesse per un prestito o per un finanziamento superati i quali subentra il reato di usura, che non può essere superiore al 50% del tasso effettivo globale medio registrato nel trimestre precedente.
Tassi di interessi medi per i mutui nel periodo
1 gennaio – 31 marzo 2010
con applicazione dal 1 luglio al 30 settembre 2010:
Mutuo a tasso fisso 4,99%
Mutuo a tasso variabile 2,56%
Tassi anti-usura dal 1 luglio al 30 settembre 2010:
Mutuo a tasso fisso 7,485%
Mutuo a tasso variabile 3,840%
fonte: Euribor.it
Tassi di interessi medi per i mutui nel periodo
1 gennaio – 31 marzo 2010
con applicazione dal 1 luglio al 30 settembre 2010:
Mutuo a tasso fisso 4,99%
Mutuo a tasso variabile 2,56%
Tassi anti-usura dal 1 luglio al 30 settembre 2010:
Mutuo a tasso fisso 7,485%
Mutuo a tasso variabile 3,840%
fonte: Euribor.it
Previsione tassi Euribor
L'Euribor è in continua crescita, seppur di pochi centesimi ogni giorno, ma costantemente si avvicina alla soglia psicologica dell'1% per la scadenza a 3 mesi. L'euribor 3m è ormai vicino al tasso di riferimento della BCE, fissato all'1% dal maggio 2009, e proprio entro settembre la scadenza a 3 mesi dovrebbe essere essere vicina all'1%, mentre la scadenza a 6 mesi vicina all'1,25% e l'euribor 1 mese intorno a 0,75%.
La crescita dovrebbe poi essere più lenta nel 2011 e 2012 e potrebbe portare il tasso al 3% soltanto nel 2013, ai livelli della media storica da quando esiste il tasso, dal 1999.
fonte: Euribor.it
Interessante: Luxottica, utili in crescita del 30%
Luxottica ha chiuso il secondo trimestre 2010 con un utile netto di 150,1 milioni eu, in crescita del 30,1% rispetto allo stesso periodo precedente. Il fatturato è cresciuto del 13,8% a 1,595 miliardi eu. L'utile operativo è cresciuto del 27,1% a 258,3 milioni e l'Ebitda del 22,2% a 335,4 milioni.
Per il 2010 la società ha confermato le prospettive fornite a marzo, con un miglioramento dei ricavi compreso tra il 4-6% circa e un utile operativo che registrerà un incremento doppio rispetto a quello del fatturato. I profitti netti saranno in crescita tripla rispetto al trend dei ricavi.
Per il 2010 la società ha confermato le prospettive fornite a marzo, con un miglioramento dei ricavi compreso tra il 4-6% circa e un utile operativo che registrerà un incremento doppio rispetto a quello del fatturato. I profitti netti saranno in crescita tripla rispetto al trend dei ricavi.
Interessante: Contratto da 400 milioni $ in Kuwait per Maire Technimont
Maire Tecnimont si sarebbe aggiudicata un contratto da 400 milioni di dolari per la realizzazione di un impianto trattamento gas nella raffineria di Mina al-Ahmadi in Kuwait. Il completamento dei lavori è previsto nel 2013. L'ufficializzazione del contratto dovrebbe avvenire nei prossimi giorni.
Chi sono i Brokers?
I Brokers sono considerati dei mediatori. Ciò è disciplinato dal registro unico degli Intermediari. Nella loro pratica quotidiana i brokers svolgono una molteplicità di funzioni, sia sul versante delle compagnie d’assicurazione che su quello dei clienti, che vanno ben oltre la semplice e tipica mediazione.
Queste pluralità di attività, si sintetizzano in tre momenti fondamentali, che possono essere demandati in toto al broker oppure singolarmente:
•la stipulazione dei contratti;
•la gestione dei contratti;
•la gestione dei sinistri.
In ogni caso, nella prassi, sia che il cliente ricorra, per la prima volta, alla consulenza del broker per lo studio di una copertura assicurativa particolare, piuttosto che per la gestione di un sinistro complesso, l’orientamento del mercato si muove nella direzione di mandati totali ed in esclusiva.
Ciò é facilmente intuibile per le seguenti ragioni:
•la stretta relazione di continuità esistente fra questi tre momenti che costituiscono l’insieme del prodotto assicurativo;
•il desiderio molto avvertito di una assistenza a 360° da parte del cliente, molto spesso maltrattato dalle compagnie d’assicurazione, che vive il problema come bisogno di tutela e sicurezza;
•la serietà professionale da parte del broker che, coerentemente con la sua ragion d’essere, non può scaricare su altri le varie problematiche emergenti durante la vita dei contratti affidati alle sue cure.
Cosa è una Commodity?
Commodity è un termine inglese che indica un bene per cui c’è domanda ma che è offerto senza differenze qualitative sul mercato ed è fungibile, il prodotto è quindi lo stesso indipendentemente da chi lo produce, come per esempio il petrolio o il latte. Entrato oramai nel gergo commerciale ed economico per la mancanza di un equivalente italiano, deriva dal francese commodité, col significato di ottenibile comodamente,pratico.
Una commodity deve essere facilmente stoccabile e conservabile nel tempo, cioè non perdere le caratteristiche originarie. L’elevata standardizzazione che caratterizza una commodity ne consente l’agevole negoziazione sui mercati internazionali. Le commodity possono costituire un’attività sottostante per vari tipi di strumenti derivati, in particolare per i future. Una delle caratteristiche di una commodity è che il suo prezzo viene determinato dal mercato.
Generalmente il trading in commodities prevede prodotti agricoli o prodotti di base non lavorati come l’oro, il sale, lo zucchero, il caffè. La commodification accade quando beni o servizi di un determinato mercato perdono la loro differenziazione. Spesso questo avviene quando c’è una diffusione della conoscenza per offrire efficientemente quel determinato prodotto o servizio.
Alcuni esempi di commodification possono essere medicine non più protette da brevetto o microprocessori la cui tecnologia è diventata pubblica e la cui produzione esclusiva non è più garantita da contratti. Diversificazione e protezione del capitale dai fenomeni inflazionistici rappresentano due fondamentali obiettivi nella costruzione di un portafoglio; sotto questo profilo le materie prime sono da sempre state apprezzate per la loro bassa correlazione con le tradizionali classi di investimento (tipicamente azioni e obbligazioni), che consente a parità di altre condizioni di migliorare il profilo rischio-rendimento di un portafoglio, e la loro strutturale rivalutazione nei periodi di incremento generale dei prezzi
Cosa sono gli stress test bancari?
Al fine di valutare l’adeguatezza prospettica delle risorse patrimoniali rispetto ai rischi assunti, le banche, nell’ambito dell’attività di misurazione e gestione del rischio di credito, devono condurre prove di stress (stress test) relative ai portafogli ricompresi nel perimetro di convalida. Le prove di stress possono essere condotte a diversi livelli di aggregazione.
La presenza di adeguate metodologie per la realizzazione delle prove di stress è requisito per la convalida dei sistemi di rating interni. Inoltre, nell’ambito della convalida, i risultati delle prove di stress contribuiscono alla valutazione da parte della Banca d'Italia della coerenza delle risorse patrimoniali con i rischi che potrebbero
emergere anche in condizioni di mercato non normali. I risultati delle prove di stress costituiscono altresì oggetto del processo di controllo prudenziale nell’ambito del 2° pilastro.
Tipo di prove di stress
Le prove di stress comprendono una serie di metodologie, di diversa complessità e sofisticatezza, che consentono di simulare la sensibilità di un portafoglio a variazioni estreme ma plausibili di uno o più fattori di rischio. Le analisi di sensitività sono utilizzate per valutare l’adeguatezza del capitale alla variazione di un unico fattore di rischio; le analisi di scenario sono impiegate per simulare l’impatto sulle dotazioni patrimoniali di uno shock avverso che conduca alla variazione contemporanea di un insieme di fattori di rischio.
Le banche che adottano il metodo dei rating interni per la misurazione del rischio di credito devono effettuare prove di stress che includano sia analisi di sensitività siaanalisi di scenario. Nel realizzare queste ultime, le banche devono considerare sia scenari storici sia scenari ipotetici.
Le prove di stress devono essere condotte utilizzando ipotesi di shock di diversa entità. Le banche devono valutare almeno l’impatto di una lieve recessione (ad esempio, due trimestri consecutivi di crescita nulla del prodotto interno).
Profili metodologici
Nell’ambito delle prove di stress, le banche valutano la migrazione delle esposizioni tra le classi di rating.
Le analisi di scenario devono:
· essere plausibili;
· essere coerenti con i modelli quantitativi utilizzati dalla banca al fine di sfruttare l’esperienza acquisita nell’utilizzo del modello al fine della più corretta interpretazione dei risultati delle prove di stress;
· includere scenari che siano costruiti per tenere conto delle specificità del portafoglio della banca e delle fonti di rischio ad esso relative;
· fornire alla banca informazioni utili che possano trasformarsi in azioni concrete.
Orizzonte temporale
Le banche devono considerare orizzonti temporali sufficientemente lunghi da consentire il pieno dispiegamento degli effetti dello shock sul proprio portafoglio. Poiché l’impatto di condizioni macroeconomiche avverse sul rischio di credito tende a non essere immediato, l’orizzonte temporale non deve essere inferiore a 1 anno; l’impatto dovrebbe essere valutato almeno nei successivi due anni.
Frequenza
Nel determinare la frequenza con la quale condurre le prove di stress per il rischio di credito, le banche possono contemperare la necessità di avere una visione aggiornata della propria esposizione ai rischi con l’esigenza di contenere l’onere connesso con la realizzazione delle simulazioni. Una frequenza più bassa può essere dunque giustificata sulla base della complessità delle tecniche utilizzate per la conduzione degli esercizi. In ogni caso, le banche devono condurre le prove di stress per il rischio di credito con
frequenza almeno annuale.
Profili organizzativi
L’intero processo per la realizzazione delle prove di stress deve essere adeguatamente documentato. In particolare, la documentazione deve descrivere l’allocazione delle responsabilità per la conduzione delle prove, le ipotesi sottostanti le analisi di sensitività e di scenario, le metodologie statistiche e le basi dati impiegate e le modalità di reporting al Consiglio di amministrazione e all’Alta direzione.
Le banche devono periodicamente valutare l’adeguatezza delle procedure di stress test, anche in relazione alle mutate caratteristiche del portafoglio. Tale valutazione deve avere frequenza almeno annuale.
fonte: Banca d'Italia
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