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Credit Default Swaps degli Stati Sovrani, un gioco molto pericoloso

Un pericoloso assalto si é abbattuto sulla Grecia. Come riferito da Wall Street Italia ci sarebbe la banca americana Goldman Sachs dietro al rialzo dei CDS (Credit Default Swaps) ellenici, secondo un rumor che circola nel pre-borsa delle sale trading di Manhattan. Il gioco al massacro dei broker ha l'obiettivo, a soli fini di profitto, di colpire il paese al momento più debole dei P.I.I.G.S. (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna) ed eventualmente scardinare l'euro.
E' il gioco letale dei CDS - quello per intenderci che ha scarnificato il colosso delle assicurazioni AIG, poi salvato dal fallimento da un fiume di dollari pagati dal contribuente americano - ed è quello che hanno ripreso a fare le banche d'affari dopo i mega salvataggi del 2009. L’unica differenza, purtroppo drammaticamente rilevante, è che ora il rischio si è trasferito dalle ciclopiche entità finanziarie private agli stati sovrani. Il che complica di molto le cose, perché se per evitare il fallimento dei colossi “troppo grandi per fallire” gli stati e le autorità centrali hanno dovuto compiere manovre a dir poco straordinarie, adesso a ballare sono gli stati stessi e con loro, ovviamente, i loro cittadini.

Interessante: Kerself, anche nel 2010 incentivi al fotovoltaico

generosi incentivi al fotovoltaico dureranno per tutto il 2010. Grazie a un emendamento presentato alla Camera, all'interno del decreto salva-Alcoa, gli impianti fotovoltaici che saranno installati nel corso del 2010 beneficeranno degli incentivi del conto energia anche se non ancora connessi alla rete.


Il titolo Kerself si trova a ridosso di un importante supporto a 7,5 € passante per il minimo relativo di inizio maggio 2009.
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Interessante: Mediobanca triplica utile netto

Mediobanca (MB.MI) chiude il primo semestre dell'esercizio 2009-10 con un utile netto quasi triplicato e ricavi in crescita malgrado uno scenario macroeconomico ancora difficile.
Se questo trend di risultati dovesse confermarsi anche nei prossimi trimestri ci sarà spazio per una proposta di dividendo al board dopo che nell'esercizio 2008-09 la crisi ha costretto Piazzetta Cuccia a non distribuire cedola in contanti.
I primi sei mesi dell'esercizio 2009-10 si sono chiusi con un utile netto di 270 milioni contro i 100 milioni di un anno prima e un margine di intermediazione di 1,145 miliardi in crescita del 21,9%.
Lo spaccato dei ricavi mostra un margine di interesse in salita del 3,8% a 441,7 milioni e proventi da negoziazione che balzano dell'81,2% a 313 milioni.
A fronte di una dinamica dei costi in crescita del 16%, il cost/income comunque riesce a scendere al 34% dal 41% di fine giugno 2009.
Anche sul fronte patrimoniale si registrano progressi con il Core Tier 1 che si porta all'11% rispetto al 10,3% di fine giugno 2009. Il dato include alcune ipotesi di dividendo, secondo quanto spiegato dall'AD Alberto Nagel in conference call.
"Se continuiamo ad avere questi risultati ci sarà spazio per una proposta al board di un dividendo. Ma è troppo presto in quanto abbiamo davanti uno scenario fragile e bisogna essere prudenti", ha spiegato.

fonte: http://www.reuters.it/
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Obama: accusato di Socialismo Economico

Il presidente Usa Barack Obama ha difeso in modo deciso la sua agenda economica respingendo le critiche di "socialismo" e ribadendo che le sue politiche spingeranno la competitività statunitense.
"Contrariamente a quanto mi viene contestato da alcuni, io credo fermamente nel libero mercato", ha detto Obama in un testo preparato per la tavola rotonda con alcuni top manager.
Nel tentativo di combattere il calo di popolarità che lo ha colpito fra gli indipendenti, Obama ha detto che i suoi sforzi per un intervento radicale di revisione della regolamentazione finanziaria e per imporre un tetto alle emissioni nocive non sono finalizzate a ostacolare il mercato. Il presidente Usa si è impegnato a lavorare con il settore privato per rafforzare la crescita. Ma ha aggiunto: "Siamo arrivati a un punto nelle nostre politiche nel quale sforzi ragionevoli per aggiornare i nostri regolamenti o investire nel nostro futuro sono troppo spesso accolte da lamentele di 'invadenza del governo' o addirittura 'socialismo'".

fonte: Reuters
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Bernanke: confermata una politica di Tassi accomodante per accompagnare la Crescita

Il presidente della Fed Ben Bernanke, ha cominciato a presentare alle 16,00 ore italiane la relazione sullo stato di salute dell'economia Usa davanti al Congresso. Questi i punti salienti:

1) La Fed prevede di mantenere una politica di tassi accomodante per accompagnare la crescita, che al momento rimane fragile.

2) Il recente ritocco all'insù del tasso di sconto operato dalla Fed è stato motivato dalla volontà di scoraggiare comportamenti speculativi delle banche piuttosto che dall'intenzione di frenare l'accesso al credito da parte dei privati.

3) Si vede qualche segnale di ripresa sulla produzione manifatturiera dovuta in gran parte agli investimenti in tecnologia. La Fed indica un tasso di crescita del Pil compreso tra il 2,8% e il 3,5% nel 2010.

4) Il mercato del lavoro resta debole, ma si intravvedono i primi segnali di rallentamento del deterioramento. Il tasso di disoccupazione resta troppo elevato al 10% e anche l'obiettivo di scendere al 9,7% entro la fine del 2010 è ben lontano dalla "piena occupazione che prevede un tasso intorno al 5%.

5) Le condizioni dei mercati finanziari sono migliorate: le aziende hanno raggiunto un maggior equilibrio tra risorse disponibili e debiti, d'altro canto, continua a contrarsi l'attività di prestito alle imprese sia per l'irrigidimento delle requisiti richiesti sia per una minor richiesta di credito.

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Analisi e Previsioni settimanali di Borsa 15/19 febbraio 2010

Il rimbalzo dell’indice, raggiunta la media mobile a 50 settimane, è proseguito anche in questa ottava in modo omogeneo e senza grandi oscillazioni, se non in apertura di giornata di mercoledì in cui si è portato decisamente sopra quota 21.500.
La retta discendente (rossa) che unisce i massimi relativi del 19 gennaio (23.705) e del 2 febbraio (22.413) è stata superata ed archiviata senza problemi ma ora l’indice si trova al cospetto di 2 resistenze ben più impegnative.
La prima è la linea che passa a 21.922, il cui superamento l’ho sempre considerato di estrema importanza per il proseguimento del trend rialzista; la seconda, più complessa, è rappresentata dal punto d’intersezione (rosso) tra la linea orizzontale posta a 22.413 punti, coincidente con il massimo relativo del 2 febbraio a 22.413 punti e la retta discendente che collega due massimi relativi in diminuzione, eredità del rialzo di fine 2009 inizio 2010.
 Per poter parlare di un rialzo di lungo respiro l’indice dovrà quindi trovarsi stabilmente sopra i 22.500 punti. Fino ad allora si muoverà in un range laterale tra 20.900/22.200 circa.
In basso la media mobile a 50 settimane (curva gialla), che oggi corre a 20.757 avendo guadagnato 115 punti dalla scorsa settimana, sembra offrire un’ottima rete di protezione da rovinose cadute e, continuando a salire, costringerà l’indice a rompere le resistenze sopra descritte.
Tutto questo in assenza di fatti destabilizzanti, sperando non solo che non accadano ma che neanche se ne parli.
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Rialzo dei Titoli sensibili al Dollaro

Piazza Affari termina la seduta in territorio positivo grazie al traino di Wall Street. L'indice Ftse all share sale dello 0,35% e l'indice Ftse Mib guadagna lo 0,40%.
Tra i titoli principali in evidenza soprattutto quelli che beneficiano dell'apprezzamento del dollaro. Maglia rosa delle blu chip e' Autogrill che sale del 3,50% proprio grazie al rilevante business negli Stati Uniti. Acquisti anche su Ansaldo Sts che sale del 2,45%, sul settore del lusso con Geox e Luxottica che guadagnano oltre il 2%.
In evidenza anche Fiat che registra un rialzo del 2,35% dopo la flessione di ieri provocata dai dati deludenti di Daimler che hanno condizionato negativamente tutto il comparto auto in Europa. Bene anche Pirelli con un +2,35% e Parmalat +2,40%.
Contrastati i bancari tra i quali spicca la performance di Intesa Sanpaolo con un progresso dell'1%, poco mosse invece Unicredit e Mediobanca. Frazionale rialzo anche per Telecom e Atlantia, positiva terna dopo il piano industriale, lievi flessioni per gli energetici.
Sul resto del listino in tensione Antichi Pellettieri che mette a segno un balzo del 14% dopo l'accordo con le banche sul riassetto deld ebito. Strappo di Yorkville con un balzo del 20% mentre flessioni di quasi il 5% per Mondo HE e -3,55% per Poligrafici.

fonte: ASCA
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Rialzo a sorpresa del Tasso di Sconto in USA

Ieri sera, dopo la chiusura di Wall Street, la Fed ha annunciato l'aumento del tasso di sconto di 25 punti base, portandolo allo 0,75%.
Nel comunicato, la Fed sottolinea come la mossa non sia un passo verso una politica monetaria più restrittiva.
"Come la chiusura di diversi programmi di credito all'inizio del mese -si legge nella nota- questo cambiamento e' inteso come un'ulteriore normalizzazione delle lending facilities della Fed".
La Banca centrale ha aggiunto che "valutera' se saranno appropriati ulteriori aumenti" con lo spread con i Fed Funds (attualmente nella banda tra lo 0% e lo 0,25%) che e' stato portato a 50 punti base. Immediata la reazione dei mercati che portano il biglietto verde a volare su tutti i principali cambi andando a testare l'area 92.00 contro Yen, 1.0900 contro il franco svizzero e raggiungendo livello 1.5375 contro la sterlina.
Il cross principale, Eur/Usd, registra una velocissima discesa dopo il dato, che abbassa il valore del cross dal livello di resistenza a 1.3620 fino a toccare area 1.3500 in tarda serata. Per contro si innesta una trend discendente sui prezzo delle commodities, l'oro passa da 1124 $ per oncia a un minimo di 1101 $ per oncia nel giro di poche ore. In mattinata abbandona anche la soglia degli 1,35 dollari la moneta Europea, scivolando sui minimi degli ultimi nove mesi.

A smorzare la tensione che si era creata questa mattina sui mercati (i derivati sugli indici perdevano circa un punto percentuale) è arrivato il dato sull'inflazione in Usa in gennaio, inferiore al previsto. I prezzi sono cresciuti meno delle attese e questo allontana al momento la possibilità che la Fed alzi ulteriormente i tassi di riferimento.
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