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Perdere denaro è più doloroso del previsto

I ricercatori hanno utilizzato la tecnica di risonanza magnetica funzionale cerebrale per registrare l'attività neuronale durante i test.
Per il cervello, una perdita di soldi può risultare intrinsecamente collegata con la sperimentazione di paura e di dolore.
È quanto sostengono i ricercatori del Wellcome Trust Centre for Neuroimaging dello University College di Londra in un articolo pubblicato sulla rivista Neuroscience. Dagli studi effettuati su 20 volontari impegnati in giochi d'azzardo, è risultato infatti che la perdita attiva aree cerebrali coinvolte nelle riposte alla paura e al dolore.
"Molte decisioni finanziarie di tutti i giorni, come giocare alla lotteria o investire denaro sono, in un modo o nell'altro, giochi d'azzardo e la maggior parte di questi giochi d'azzardo implica la vincita o la perdita di denaro", ha spiegato Ben Seymour del Wellcome Trust Centre, che ha guidato lo studio. "Mentre si sa molto su come il cervello apprenda per prevedere guadagni finanziari, finora si sapeva poco su come gestisca la perdita.
I ricercatori hanno utilizzato la tecnica di risonanza magnetica funzionale cerebrale per registrare l'attività neuronale durante i test. Si è così potuto riscontrare come vi siano delle somiglianze tra la risposta alle perdite finanziarie e un sistema di circuiti cerebrali che si attivano per rispondere al dolore, soprattutto in previsione di un imminente pericolo e per approntare un'azione difensiva. (fc)

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L'illusione monetaria e le sue basi Neurologiche

La rappresentazione dei soldi che utilizza il cervello è di tipo "nominale" e non "reale", ossia: è facile cadere nella seduzione dei grandi numeri.
Meglio un aumento del reddito del tre per cento con un'inflazione al cinque, o un taglio del due per cento mentre i prezzi restano perfettamente stabili? Ovviamente il potere d'acquisto nelle due situazioni è esattamente identico, eppure la grande maggioranza delle persone opta per la prima delle due alternative.
Molti vedono infatti positivamente un aumento del loro reddito, anche se esso è poi di fatto annullato dall'inflazione. Gli economisti chiamano questo fenomeno "illusione monetaria" e spesso ritengono che essa non dovrebbe esistere, considerato che alla fin fine il potere d'acquisto resta invariato: un agente economico razionale dovrebbe dunque restare del tutto insensibile alla salita o alla discesa nominale del reddito. Diversi studi ed esperimenti confermano però che l'effetto esiste realmente.

La Prudenza Finanziaria dipende da un circuito del Cervello

L'avversione al rischio di perdere denaro è controllato da specifici circuiti all'interno dell'amigdala, una struttura cerebrale coinvolta nella gestione delle reazioni emotive e nei processi decisionali. A dimostrarlo è stato un gruppo di ricercatori del California Institute of Technology (Caltech) diretti dal ricercatore italiano Benedetto de Martino dell'University College di Londra, ma attualmente visiting professor al Caltech.
L'avversione alla perdita descrive l'evitamento di scelte che possono condurre a perdite, anche se accompagnate da un guadagno equivalente o superiore.
Come è illustrato in un articolo pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), i ricercatori hanno studiato questo comportamento in due pazienti la cui amigdala era fortemente danneggiata dalla progressione di una rara malattia genetica.
"L'avversione alla perdita di denaro è studiata nell'ambito dei comportamenti economici da un certo tempo, ma questa è la prima volta che sono stati individuati pazienti che ne mancano completamente", ha osservato de Martino.

Dividendo Autogrill non verrà distribuito

La società della ristorazione ha conseguito lo scorso esercizio un utile netto di 37 milioni dagli 83,7 milioni proforma di un anno prima.
Il cda proporrà all'assemblea di non distribuire il dividendo, ma di destinare l'utile a riserva per favorire un ulteriore rafforzamento patrimoniale del gruppo.

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Dividendo Prysmian a 0,417 euro per azione

La società milanese, secondo produttore europeo di cavi, ha annunciato ieri sera i risultati del 2009, chiuso con un Ebitda rettificato di 403 milioni, in linea con le indicazioni fornite mesi fa dal management.
Gli analisti, secondo le stime di consensus, prevedevano un Ebitda rettificato di 398 milioni.
I ricavi sono calati, su base organica, del 17,4%, a 3,731 miliardi di euro. L'utile netto rettificato è sceso del 37,9%, a 206 milioni.
L'indebitamento finanziario netto si è attestato a 474 milioni, contro attese degli analisti di 520 milioni.
Prysmian ha confermato il dividendo a 0,417 euro per azione, pari a quello dell'anno precedente, per un controvalore di 74 milioni.

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Dividendo Lottomatica a 0,74 € da 0,68

Il cda proporrà un dividendo di 0,74 euro per azione, in aumento dagli 0,68 euro relativi al 2008, e l'avvio di un nuovo piano di buyback fino al 20% del capitale.

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Interessante: Lottomatica aumenta il dividendo e avvia buy back fino al 20% del capitale

Il cda proporrà un dividendo di 0,74 euro per azione, in aumento dagli 0,68 euro relativi al 2008, e l'avvio di un nuovo piano di buyback fino al 20% del capitale
La società ha annunciato ieri sera i risultati del 2009, chiuso con un utile netto di 68,1 milioni, in calo del 27,3% dai 93,7 milioni dell'anno precedente, e ricavi in crescita del 5,7% a 2,177 miliardi.
L'Ebitda è stato pari a 783,7 milioni, in crescita del 3,7%.
A fine anno la posizione finanziaria netta del gruppo era pari a 2,42 miliardi, in miglioramento rispetto ai 2,71 miliardi registrati a fine 2008, attribuibili principalmente all'aumento del capitale sociale effettuato lo scorso novembre 2009.

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Beige Book: l’economia migliora lentamente, il lavoro è il vero problema

L’economia americana mostra segnali di miglioramento, anche se ad un ritmo ancora moderato, grazie all’aumento dei consumi.
E’ questo il messaggio del Beige Book, il tradizionale rapporto della Federal Reserve, redatto otto volte l’anno.
Dalla lettura di questo secondo documento del 2010 si apprende che le condizioni economiche continuano a migliorare, anche se si tratta di progressi contenuti. In nove dei dodici distretti oggetto di indagine si sarebbe avuto un incremento dell’attività economica, malgrado l’inverno molto rigido. Si fa esplicito riferimento alle ricadute negative sulle attività produttive per via delle tempeste di neve che si sono abbattute su diverse regioni degli Usa.
I maggiori progressi si registrano nel settore manifatturiero e in quello dei servizi e all’aumento, seppur lieve, della spesa per consumi. Questo ha permesso alla domanda per i servizi di mantenersi positiva, con segnali incoraggianti di ripresa. In aumento anche l’attività manifatturiera i cui progressi però non alimentano facili entusiasmi, molte aziende starebbero semplicemente ricostituiendo le scorte di magazzino. Il rafforzamento si è avuto soprattutto per l’industria high-tech, per quella automobilistica e per il settore metallurgico.
Secondo la Federal Reserve uno dei motivi principali di questa lenta ripartenza dell’economia è dato dalle difficoltà incontrate dalle imprese nel richiedere e ricevere prestiti.
La vera spina nel fianco resta ancora il mercato del lavoro che si conferma debole, sebbene si intravedano alcuni segnali positivi.
Secondo gli analisti ciò dovrebbe avere un impatto diretto sul tasso di disoccupazione che a febbraio è visto in crescita al 9,8% dal 9,7% del mese precedente. A febbraio sono stati persi 20mila posti di lavoro nel settore privato, mentre il mercato si era preparato ad una contrazione più contenuta di 10mila unità.
Domani pomeriggio sarà diffuso un altro importante dato. Si tratta delle nuove richieste di sussidi di disoccupazione che dovrebbero attestarsi a 475mila unità dalle 496mila della rilevazione precedente.

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