Economia: valutazione del valore dell'impresa (I)

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Parte prima: Finalità dell’analisi
Stimare il valore di un’impresa è un procedimento assai complesso. La sua necessità può emergere in diverse occasioni e per diversi scopi nel corso della sua esistenza. In alcuni casi è la legge ad imporlo, in altri è l’azienda stessa che decide di affidarsi ad un esperto indipendente che attribuisca un valore al suo capitale economico, al fine di porre in atto sia operazioni di finanza ordinaria: redazione del bilancio d’esercizio, quotazione in Borsa, trasformazione della tipologia societaria o recesso di un socio; sia, più spesso, straordinaria: la fusione, l’acquisizione o la liquidazione dell’impresa. La stima, a differenza della determinazione del prezzo, esprime un giudizio di valore che muove da certe premesse e, attraverso appropriati studi di tipo qualitativo e quantitativo, giunge a determinate conclusioni sulla qualità dell’impresa. Il primo passo in questo processo consiste nella determinazione del suo valore contabile (basato sull’analisi dei bilanci di esercizio), seguito da un’analisi del valore corrente (tramutando eventuali valori contabili poco attendibili in valori di mercato più precisi), per poi passare ad una valutazione “globale” dell’impresa, che tenga simultaneamente conto del valore patrimoniale dei suoi beni materiali e del valore di avviamento di quelli immateriali. Solo in ultima istanza si passa alla stima del suo prezzo. Le analisi quantitative costituiscono quindi un quadro informativo di carattere storico-statistico sulla condizione dell’impresa, analizzata in tutti i suoi molteplici profili: manageriale, gestionale, tecnico produttivo, commerciale e finanziario. Ad un’analisi quantitativa deve seguirne una di tipo qualitativo, che tenga conto dello scenario competitivo in cui l’impresa opera, della sua configurazione organizzativa, delle caratteristiche della sua clientela e approfondendo le ragioni di eventuali scostamenti nel raffronto fra uno o più periodi amministrativi. Naturalmente, in caso di operazioni di finanza straordinaria, le divergenze fra valore di stima e valore effettivo di scambio dipendono fortemente anche dalla forza contrattuale dei contraenti e dalla loro abilità di negoziazione. Il principale scopo di tale valutazione è quindi quello di fornire alle parti interessate un valore da utilizzare come base di riferimento per la negoziazione del prezzo dell’impresa o nella decisione di dar vita ad una partnership finanziaria (ad es. da parte di una Merchant Bank).
Dott.ssa Valeria Ponis

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