Economia: valutazione del valore dell'impresa (IV)

Share/Bookmark
Parte quarta: principali indicatori (e termini di confronto) per la valutazione di un impresa

I principali quozienti, funzionali ad esprimere il grado di solidità patrimoniale e il livello di equilibrio finanziario di un impresa, sono suddivisibili in tre gruppi: gli indicatori di equilibrio finanziario di breve periodo, di medio periodo e gli indicatori di redditività. I più utilizzati sono quelli del terzo gruppo cui appartengono il Return On Investiment, il Return On Sales, il Turnover Ratio, il Return On Assets e il Return On Equity. Il ROI è un indicatore di lungo termine dato dal rapporto fra reddito operativo e capitale investito netto. Esso costituisce un’efficace misura della redditività della gestione operativa e del rendimento percentuale annuo del capitale investito. Affinchè l’indice sia significativo e l’interpretazione corretta, occorre però che vengano considerate le sole attività legate alla gestione operativa e le immobilizzazioni al valore netto (per coerenza con il reddito operativo, considerato al netto delle quote di ammortamento). Il ROS (dato dal rapporto fra reddito operativo e fatturato) pone in evidenza la redditività unitaria delle vendite, espressa in termini monetari. Quest’ultima è influenzata dalle politiche di prezzo, dai volumi di vendita, dal costo dei fattori produttivi e dal grado di efficienza con cui questi sono utilizzati. Il Turnover Ratio (dato dal quoziente fatturato/ capitale investito netto) riflette invece il numero di volte che le risorse investite sono state fatte “girare” nel corso dell’esercizio per effetto dell’attività di vendita. Richiama l’attenzione sulla dimensione del capitale investito per ottenere il livello di vendite riscontrate ed informa sull’efficienza nella gestione delle risorse. Il ROA, a differenza del ROI è un indicatore di breve periodo dato dal rapporto fra reddito operativo e totale dell’attivo. Come il ROI è un indicatore di redditività del capitale investito, ma a differenza di questo non tiene conto solo del risultato della gestione operativa, ma anche di quello ottenuto dalla gestione accessoria e finanziaria. Tale risultato viene poi confrontato con l’impiego di capitale complessivo dell’impresa. Infine, il più noto e diffuso è costituito dal ROE, dato dal rapporto fra reddito netto (rendimento percentuale annuo per gli azionisti) e mezzi propri (loro investimento a titolo di capitale di rischio). Quest’ultimo ci offre un’informazione sintetica sul risultato della gestione nel suo complesso. E’ molto sensibile rispetto al settore di appartenenza e alla dimensione societaria.
Dott.ssa Valeria Ponis

Vedi anche:

Nessun commento: