google.com, pub-4358400797418858, DIRECT, f08c47fec0942fa0 borsaipnos: Grecia: l'Ue chiede più sacrifici, Atene prende tempo google.com, pub-4358400797418858, DIRECT, f08c47fec0942fa0

Grecia: l'Ue chiede più sacrifici, Atene prende tempo

"Stiamo facendo quanto è necessario, lo abbiamo fatto e saremo in grado di farlo". Il 'mantra' del ministro delle Finanze greche George Papacostantinou arriva puntuale al rintoccare delle campane Ue, che sul dissesto dei conti pubblici greci sono ben lontane dall'annunciare la fine della tempesta.

Lo stesso Papaconstantinou ha ribadito che il suo governo prenderà ulteriori misure correttive del bilancio "solo quando sarà necessario. E questo non è il momento giusto". "Abbiamo realizzato un programma di stabilità - ha ricordato - ed è stato approvato dalla Commissione Ue e inoltre abbiamo annunciato nuove misure supplementari. Adesso bisogna andare avanti con il buonsenso, che è quello della dichiarazione fatta dai capi di Stato e di governo della Ue, nella quale si dice che altre misure supplementari andranno prese se necessario. Questo - ha proseguito il ministro - lovedremo tra un mese e li' vedremo se, rispetto alla tabella di marcia di risanamento, ci sono stati degli slittamenti. Dobbiamo dunque rispettare il processo che e' stato fissato a livello della Ue". Il ministro greco ha quindi chiuso con una domanda: "Se io annunciassi nuove misure oggi fermerei gli attacchi dei mercati alla Grecia, oppure manderei un ulteriore messaggio di sfiducia?".

L'Ue si fa sentire con Atene

Il nuovo commissario Ue agli Affari economici e monetari Olli Rehn poco prima si era convinto che la Grecia dovrà assumere "misure agiuntive" per raggiungere l'obiettivo che si è data di tagliare il deficit del 4%. "Ci aspettiamo - dice prima dell'inizo della riunione dell'Eurogruppo - che il Governo assuma misure aggiuntive per raggiungere questo obiettivo". La Grecia deve tagliare il deficit del 4% quest'anno, oppure potremmo chiedere misure aggiuntive, gli fa eco il presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker.

Atene prende tempo

Per il Financial Times, tuttavia, la Grecia punta a "resistere" alle pressioni dei partner europei. Atene vuole aspettare il 16 marzo, quando sarà pronto il primo rapporto sullo stato di attuazione delle misure preparato da Commissione europea e Bce, incaricate dai leader Ue di un controllo serrato sul rigore greco, con la consulenza dell'Fmi. Il governo greco insiste che per il momento sono già sufficienti le misure addizionali gia' annunciate questo mese, e cioè un aumento delle accise sui carburanti e un ulteriore taglio dell'1% degli stipendi pubblici. Non a caso, il quotidiano britannico cita fonti diplomatiche francesi secondo i quali l'annuncio di misure aggiuntive oggi a Bruxelles è "improbabile".

Altre spiegazioni

La Commissione Ue ed Eurostat hanno inviato una lettera al governo greco in cui chiedono spiegazioni sul presunto aiuto fornito ad Atene da alcune grandi banche d'affari Usa per mascherare l'entita' del suo debito. "Aspettiamo le informazioni richieste entro fine febbraio", ha detto il portavoce del nuovo commissario Ue agli affari economici e monetari, Olli Rehn. "Poi - ha aggiunto - daremo la nostra valutazione sui fatti".
Secondo quanto riferito dal portavoce del commissario Rehn, "Eurostat non e' al corrente delle transazioni" attraverso cui le banche d'affari statunitensi Goldman Sachs e JP Morgan avrebbero aiutato la Grecia a truccare il proprio bilancio, ricorrendo ad operazioni swap.
"Tali operazioni - ha spiegato il portavoce - in genere sono considerate legittime per quel che riguarda gli effetti che hanno sui conti pubblici e compiute attraverso accordi legali". Dunque, sono considerate legittime anche secondo le norme contabili di Eurostat, a patto che - ha spiegato ancora il portavoce - "tali operazioni siano fondate sui valori di mercato". E' questo che eventualmente dovrà essere valutato dalla Commissione Ue. Il caso è stato sollevato dal New York Times, secondo cui due grandi banche di Wall Street - Goldman Sachs e JP Morgan Chase - hanno aiutato la Grecia a mascherare l'entità del proprio debito pubblico, contribuendo all'attuale crisi di Atene e alle attuali difficoltà di altri Paesi della zona euro. In pratica i banchieri avrebbero premesso alla Grecia, ma anche ad altri Paesi dell'euro, di farsi prestare denaro al di sopra delle proprie possibilità, attraverso meccanismi swap che nei bilanci non risultano come prestiti. Atene avrebbe cosi' finanziato con questi strumenti il deficit di alcuni settori fondamentali, come quello della sanità pubblica, impegnando i futuri introiti delle tasse aeroportuali, dei pedaggi autostradali, delle lotterie di Stato.

Impossibile una bancarotta greca

Le rivelazioni del NYT gettano altre ombre sulla trsparenza dei conti pubblici greci, ma in un'intervista all'agenzia Bloomberg Athanosios Orphanides, governatore della banca centrale di cipro e consigliere della Bce. "Sui mercati si registrano al momento spread eccezionalmente elevati sul debito greco, tuttavia, è mia personale convinzione che il 'default' di uno stato membro dell'eurozona sia impensabile".
Commentando l'andamento degli spread dei titoli di debito greco, Orphanides sottolinea che "i mercati finanziari hanno a volte reazioni eccessive che non necessariamente sono collegate ai dati fondamentali". La Bce, ha aggiunto, "si aspetta ed ha fiducia nel fatto che il governo greco prenderà tutte le misure necessarie per riportare in ordine i conti pubblici". La Banca centrale europea valuta "molto positivamente" la dichiarazione congiunta ue della settimana scorsa sulla Grecia.

fonte: Rainews24
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